"Noi Siamo Chiesa" : la beatificazione di Pio IX divide la Chiesa

Domenica 3 settembre Giovanni Paolo II dichiarerà beati due pontefici, Pio IX (1846-1878) e Giovanni XXIII (1958-1963), che hanno contrassegnato la storia in modo contrastante, se non opposto. Essi sono fautori di due concezioni del mondo e della Chiesa incompatibili: una fondata sulla monarchia assoluta, l’altra sulla collegialità e la partecipazione.

Risulta sempre più problematico per i credenti che si ispirano a Gesù di Nazareth, ai suoi insegnamenti e alla sua vita conchiusa non su un trono ma sulla croce, trovare un qualche motivo di aiuto nella propria vita di fede, in certi "santini" o "beati", proposti dal papato, che sono la controfigura del discepolato autenticamente cristiano. Quando nella Chiesa – il nostro riferimento diretto, qui, è alla Chiesa cattolica –nasce un "vero" santo, non un "santino", si trasforma in patrimonio dell’umanità, perché il santo è un dono di Dio ad essa.

Così è stato per Giovanni XXIII: tutte le confessioni cristiane e le culture non cristiane - al di là del loro giudizio tecnico sull’istituto delle beatificazioni - trovano esemplare la vita di Giovanni XXIII e indiscutibilmente ricche di tesori le sue encicliche, le sue disinteressate mediazioni politiche e la sua rivoluzionaria convocazione del Concilio Vaticano II.

Altrettanto non si può dire, sfortunatamente, di Pio IX. Aldilà delle sue buone intenzioni, e pur tenuto conto dei tempi difficili in cui gli è toccato vivere, pare a noi che punti salienti delle sue decisioni pontificali siano in contrasto insanabile con lo spirito del Vangelo.

Il problema, oggi, non è costituito dai limiti oggettivi del papato di Pio IX: ma dal fatto che, "beatificandolo", ora si pretende di presentare Pio IX ai fedeli cattolici come un esempio da imitare. Eppure non solo in molta parte del mondo laico, ma all’interno stesso della Chiesa cattolica sono state espresse fortissime e motivate critiche alla prevista beatificazione di papa Mastai Ferretti.

Infatti, ricordano molti teologi e storici cattolici, Pio IX è stato un papa che, ritenendosi in filo diretto con lo Spirito Santo:

  • con l’enciclica Quanta cura e il Sillabo (1864) emette condanne, generiche e prive di un documentato discernimento, di tutte le filosofie, dal socialismo al razionalismo, e persino della Società della Bibbia e dei gruppi clericali liberali;
  • sostiene che è errato negare al papa il diritto a un "principato civile" (Stato pontificio) o all’uso della forza per riprenderlo;
  • condanna la libertà di parola perché conduce "alla corruzione dei costumi e delle menti";
  • manda al patibolo due patrioti che lottano per l’unificazione dell’Italia, poiché essi attentano allo Stato Pontificio;
  • dopo la Breccia di Porta Pia si chiude in Vaticano, scomunicando il governo piemontese, perché gli sottrae il "suo" Stato pontificio, e obbliga i cattolici a non partecipare alla vita politica della nascente Italia (né eletti, né elettori) con il Non Expedit;
  • infine, incapace di valutare criticamente la tremenda normativa canonica del suo tempo, eredità dei suoi predecessori, Pio IX la conferma facendo rapire bambini ebrei (tra cui E. Mortara), sostenendo che essi – pur essendo stati battezzati di nascosto e con l’inganno – debbono essere sottratti con la forza alle famiglie, per essere educati cattolicamente.

Rileviamo, in proposito, lo scandalo che ancora oggi, nel duemila, sussiste: proprio Giovanni Paolo II, il papa che si è battuto per la beatificazione di Pio IX, nel nuovo Codice di Diritto Canonico da lui varato nel 1983, riafferma (canone 868):

"Il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori"

Secondo Wojtyla nulla osta alla beatificazione di Pio IX il fatto che egli abbia fatto rapire E. Mortara.

Tutto ciò accade mentre Giovanni Paolo II afferma di pentirsi degli "errori storici" passati dei figli della Chiesa.

Come può accadere tutto questo?

Come si può permettere la beatificazione di un papa che ha diviso e divide la stessa Chiesa cattolica?

Giriamo queste domande anche ai Vescovi, che non sono vicari o emissari del papa, ma pastori che hanno una responsabilità diretta nella Chiesa.

Da parte nostra continuiamo a credere nella straordinaria forza del Vangelo e della vita di Gesù ed a respingere la prepotenza dell’Istituzione romana

 

Roma, 2 settembre 2000




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